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Alcune indicazioni, indirizzate non soltanto ai neofiti ma anche a chi, già pratico, desideri un promemoria.

Due premesse.

1 - In mare farà sempre più freddo che in città; differenza che si avverte maggiormente d'estate. Fenomeno da non sottovalutare, specie di notte (ma non solo), anche all'apice della bella stagione.

2 - Detto questo, consideriamo che il cotone facilmente si inumidisce e si bagna, diventa quindi freddo e non si asciuga agevolmente. Quindi non è sempre indicato a bordo, salvo che si navighi nella stagione più calda e/o si porti al disotto un intimo tecnologico.

Ecco un elenco messo a punto negli anni.

Attenzione: ognuno dovrà avere con sé un documento di identità (o quantomeno di riconoscimento, per l’Italia). Qualora si preveda di navigare in acque straniere o semplicemente sia possibile che questo accada fuori programma (in pratica sempre, ossia non si deve mai escludere questa eventualità), saranno necessari documenti validi per l’espatrio, cioè la carta di identità per i paesi dell’Unione e per alcune nazioni che si affacciano sul Mediterraneo (controllare che la carta non riporti indicazioni contrarie) oppure il passaporto. In ogni caso, occhio alla scadenza!

L'elenco si può integrare con eventuali altri articoli, ma senza esagerare, perché a bordo lo spazio per stivare i propri effetti è ridotto; per lo stesso motivo, non sono ammesse a bordo valige rigide o semirigide, ma soltanto sacche morbide o zainetti facilmente ripiegabili e stivabili. I bagagli non idonei rimangono a terra, dopo che se ne è riposto il contenuto negli spazi assegnati a bordo.

Se si riscontrano dei problemi nel far stare il tutto dentro al proprio bagaglio, allora si può consultare Wikipedia, ma se la materia là esposta risulta eccessivamente accademica, c’è pur sempre la grande risorsa di Tre uomini in barca (per non parlare del cane), in cui Jerome Klapka Jerome mirabilmente spiega come si prepara il bagaglio del marinaio.